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Itinerari
Turistici |
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VILLA MANIN - LATISANA - MERETO DI TOMBA
(Ud) |
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Dal latino "Quadruvium", all'epoca di Roma importante crocevia nato
per agevolare i traffici commerciali e militari legati alla vicinanza
della strategica colonia di Aquileia. Nel corso dei secoli Codroipo
si è sempre ritrovata terra di conquista e di contesa. Al ducato Longobardo
seguì la presenza dei Franchi, nel 776 Carlo Magno attraversò il borgo
diretto alla conquista di Cividale. Intorno al X sec. La presenza
degli Ungari allontanò le genti del posto tanto che il successivo
ripopolamento dei luoghi da parte del Patriarca di Aquileia portò
nella zona varie |
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popolazioni
slave. Il 1420 segna il passaggio al dominio di Venezia; da ricordare
l'invasione Turca del 1477. Il trattato di Campoformido fu firmato
a Villa Manin di Passariano. La cinquecentesca Villa Manin di Passariano
è il più importante ed
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imponente
esempio di villa veneta in Friuli. Nel
Cinquecento il nobile friulano Antonio Manin, in armonia con la nuova
politica economica della repubblica di Venezia, che alla perdita del
dominio dei mari oppone un interesse per la terraferma, crea una grande
azienda agricola ponendovi al centro, quale elemento motore, una casa
padronale. Suo nipote Ludovico la trasforma in un complesso organico
che tiene conto delle necessità rurali ma anche delle esigenze
di rappresentanza.
Come per la maggior parte delle costruzioni analoghe, anche per Villa
Manin l'insegnamento
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del Palladio
è determinante. Sembra che l'autore del progetto sia lo stesso
Ludovico Manin, che comunque fa tesoro della lezione di Baldassarre
Longhena, fedele ed efficace divulgatore dei modi Palladiani.
A dare il tocco finale della Villa, nella prima decade del secolo
diciottesimo, fu anche l'architetto Domenico Rossi, impegnato dalla
nobile famiglia anche a Venezia e Udine. Entrando dalla barchessa
di levante si accede alla zona museale che comprende la scuderia
con carrozze dei secoli diciottesimo, ventesimo e una collezione
di armi antiche, che conserva preziosi esemplari dal Cinquecento
all'Ottocento. All'interno del palazzo si accede attraverso la sala
affrescata dal francese Ludovico Dorigny (1654-1742), artista particolarmente
apprezzato presso il patriziato veneto. Sulla volta della sala dipinta
a partire dal 1708 è raffigurato il "Trionfo della primavera",
con le allegorie di Amore, Pace, Concordia e Abbondanza nei semicerchi
angolari. La Villa, che conobbe momenti di splendore prima della
caduta della repubblica di Venezia e con essa dell'ultimo Doge,
Ludovico Manin, diviene in seguito sede del quartier generale di
Napoleone Bonaparte che vi soggiorna per circa due mesi (dal 27
agosto al 22 ottobre): ed è proprio qui che sarà firmato
il trattato detto "di Campoformido", con cui veniva sanzionata
la fine della secolare potenza di Venezia (17 ottobre 1797).
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Durante
la Prima Guerra Mondiale è stata luogo di un incontro tra l'imperatore
d'Austria, Carlo e quello di germania, Guglielmo II.
Il complesso di Villa Manin di Passariano (Codroipo) rappresenta una
delle dimore più prestigiose del Friuli-Venezia-Giulia. La
vicenda secolare, la grandiosità e la suggestione dell'insieme
con il legame indissolubile di parte edificata e verde storico, contribuiscono
a rendere tale residenza il più significativo esempio della
civiltà di villa veneta nella Regione.La cappella gentilizia
di Sant'Andrea è caratterizzata da un luminoso vano ottagonale
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al cui interno
vi è grande abbondanza di stucchi della scuola di Abbondio
Stazio e tre altari marmorei riferibili all'attività artistica
di Giuseppe Torretti. La sacrestia, sontuosa appendice della chiesa,
è ornata da un pavimento a marmi bicromi ed è impreziosita
da altre opere dal Torretti.
Ai lati dell'altare del Crocifisso sono simmetricamente disposti
due dipenti monicromi realizzati nel 1732 da Francesco Fontebasso.
Un progetto del parco venne eseguito nel 1714 da un ignoto progettista
francese sul modello di Versailles.
Il giardino è esaltato nel Settecento come "luogo di
delizie", per la varietà degli impianti, il gioco delle
scenografie e il ricco patrimonio naturalistico: fra i documenti
si ricordano fortezze in miniatura, arene, labirinti, teatri, fontane,
bagni, giardini pensili, orologi, uccellerie e serragli.
Il parco, nella fisionomia attuale presenta, nonostante i mutamenti,
caratteristiche molto interessanti dal punto di vista botanico,
come alberi secolari e piante rare. Tra questi merita di essere
osservato un tasso che per dimensioni raggiunte si stima possa avere
200 anni. Sono presenti inoltre viali, laghetti e monticelli con
gruppi statuari di soggetto mitologico, che evocano favole e che
richiamano lo spirito arcadico.
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Comune
di 11.300 abitanti ha trascorsi di porto fluviale. La sua collocazione
geografica, ai confini con il veneto con la località balneare di Lignano
Sabbiadoro fa di Latisana storicamente il maggior centro commerciale
della Bassa Friulana. Dal punto di vista storico-architettonico ricordiamo
il Duomo, rimaneggiamento settecentesco del precedente edificio del
1504. All'esterno sulla facciata troviamo due angeli dello scultore
Giovanni Battista Groppelli (1732-37). La più pregevole opera presente
la troviamo nell'altare di S. Giovanni Battista dove è custodita una
pala con il Battesimo di Gesù eseguita nel 1566-67 da Paolo veronese.
Nell'edificio troviamo altri quattro altari tra cui possiamo ammirare
opere del |
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Giovanni Battista Grassi (1568) un Crocifisso ligneo di Andrea Fosco
da Faenza (1566) e nel coro dietro l'altare maggiore una pala di recentissimo
restauro raffigurante la Trasfigurazione opera del veronese Marco
Moro (1595). Altro edificio settecentesco è la Chiesa di S. Antonio.
La Chiesa di Sabbionera è dedicata a S. Maria delle Grazie. Altra
interessante costruzione è il Tempio Gaspari innalzato nel 1860 di
forma neoclassica dall'architetto udinese Andrea Scala. Fiorenti le
attività ricreative e culturali, grazie all'impegno delle numerose
associazioni. Appuntamenti: D.O.C. Estate e Settembre D.O.C., Fiera
di san Martino, Manifestazioni di Natale. |
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Il
nome trae da "Meleretum" (luogo in cui si coltivano le mele) e da
"Tumbae, perché nelle vicinanze del paese si trova un'antica tomba
preistorica contemporanea ai castellieri. Castellieri dei quali esisteva
uno anche a Mereto. A Mereto prima di superare il ponte sul torrente
Corno, si notano i resti della Chiesa della B.V. di Madonna di Sterpo,
sorta nella prima metà del '500. Entrando in paese, si nota sulla
destra la "Vera" del pozzo, profondo 56 metri, costruita nel 1600.
Proseguendo dritti troviamo la Chiesa dedicata a S. Michele Arcangelo
(1713), all'interno della quale si notano interessanti opere marmoree
e dipenti. |
| L'altare
maggiore con statue del Torretti (1713), raffiguranti i S.S. Ermacora
e Fortunato che chiudono al centro la statua di S. Michele Arc. Proseguendo
il tragitto dalla piazza lungo il Viale della Rimembranza si giunge
nella Chiesa dei S.S. Daniele e Agostino (1300ca.), all'interno della
quale si trovano una pala in pietra (1500), |
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l'icona di S. Urbano (opera di Domenico da Tolmezzo), e un trittico
raffiguranti S. G. Battista e S. Nicolò da bari, quali dipinti laterali,
e al centro la figura del Pantorcreator (opera attribuita a Giov.
Paolo Thaner). |
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