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Itinerari
Turistici |
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1
- DALLA
CASTALDIA (M 1108) ALLA FORCELLA
DI GIAIS (M
1442) |
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E'
una gita piacevole e panoramica, da fare sia con gli sci di fondo
sia a piedi in caso di mancanza di neve.
Dalla Castaldia (Strada di Piancavallo) si imbocca la carrozzabile
che porta a destra costeggiando i ripetitori televisivi. Dopo due
chilometri si diparte una stradina sterrata a destra. Qui si possono
lasciare le macchine.
In mezz'ora si raggiunge la Casera del Medico 1220 m recentemente
restaurata dalla Comunità Montana e collocata in una magnifica
e soleggiata posizione.
Sempre per la stradina si sale in un'oretta a Casera di Valfredda
m 1380, aggirando il Monte Caseratte ed il Col Ceschet. Questa Casera
è un perfetto punto di sosta. |
Si noterà sulla porta l'artistico segnale in legno della Alta
Via Sci-Escursionistica dedicata ad Adriano Perissinotto, un istruttore
del CAI deceduto nel 1987.
Questa Alta Via collega con un raid di cinque giorni il Lago di barcis
con il Lago di santa Croce, passando per Piancavallo, Cansiglio ed
Alpago. E' un bellissimo itinerario ma solamente i più esperti
ed allenati possono percorrerlo interamente.
Per gli altri si consiglia comunque di effettuare alcune tappe; è
sempre una esperienza remunerativa ma solo in presenza di abbondante
innevamento.
Dalla Casera di Valfredda si raggiunge un largo valico dal quale lo
sguardo si estende verso la Cima Manera e la Val Cellina, sullo sfondo
la rossa piramide del Duranno. Con una discesa tra i radi faggi si
tocca il largo vallone che sale dolcemente a Forcella Giais m 1442,
passaggio molto usato in altri tempi dai pastori per collegare la
pianura con l'altopiano. Di particolare suggestione la larga fascia
bianca delle ghiaie del Cellina che dalle colline si perdono nelle
campagne. In fondo in fondo luccica il mare Adriatico.
Per effettuare con calma l'intera gita si devono calcolare sei ore.
L'individuazione del percorso è facilitata dalla presenza di
tabelle bianche e blu con utili indicazioni. |
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2
- DALLA
BARACCA DEL SAUC-PIANCAVALLO
(M 1217) ALLA CASERA CERESERA
(1347) |
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La
gita proposta può essere effettuata sia con gli sci di fondo
che a piedi in mancanza di neve. Raggiunta la baracca del Sauc m 1217
da Piancavallo, si risale la strada sterrata che, attraverso l'ampio
vallone di Casera Campo, supera il fianco meridionale del Monte Candole
e raggiunge Casera di Valle Friz m1515, confortevole punto di sosta.
Ripresa la carrareccia, ci si porta sotto il Col Grande m 1618, riconoscibile
per la sommità ornata da una costruzione militare. Colà
si lascia la strada principale e si sale per una pista che porta alla
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cima;
poco prima di questa si prende un'altra pista forestale chiusa da
sbarra che costeggia il Col delle Tiede.Si continua sempre per questa
con un bel percorso tra rocce carsiche e boschi. Si tocca il confine
della Foresta del Cansiglio segnato da cippi numerati in pietra posti
tra il 1874 (dal N° 1 al 101) ed il 1875 (dal 101 al 337) dalla
Guardia Forestale.
Questi cippi lapidei, in forma tronco piramidale, servirono per determinare
con precisione e in via definitiva i limiti forestali, oggetto di
numerose dispute e controversie. Dopo dolci saliscendi, con un'ultima
discesa particolarmente divertente in caso di buona neve, si vede
la Casera Ceresera m 1347 tra doline, campi carreggiati, e dossi rimboschiti.
E' stata ottimamante ristrutturata e, per quanto chiusa, può
essere un buon luogo di sosta.
Viene utilizzata dal Club Alpino Italiano per attività didattica
nell'ambito dei programmi finalizzati all'alpinismo giovanile, di
grande interesse strategico per il CAI.
Si impiegano circa 3 ore per questo percorso ed altrettante per il
ritorno che può essere fatto puntando a sud e raggiungendo
la carareccia attraverso il Masonil, una casera sempre chiusa. Prima
di lasciare la strada conosciuta è prudente sincerarsi bene
dell'orientamento e della visibilità, sovente precari entrambi
in queste zone a causa della nebbia. |
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| 3
- DAL
GAIARDIN (M 1108) AL COL DEI SCIOS
(M
1442) |
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Si
tratta di una gita che si svolge tutta lungo strade forestali e pertanto
molto adatte all'uso degli sci di fondo qualora lo spessore della
neve lo consenta. Il percorso è di modesto sviluppo e non presenta
particolari difficoltà e pericoli. Si risale la Strada Provinciale
che da Caneva raggiunge il Cansiglio fino al bivio m 995 (tabelle
d'indicazione e sosta per l'auto), qui si stacca la carrozzabile che
porta a destra verso il Casello della Guardia m 1102, una bella costruzione
recentemente messa a nuovo e tutt'ora poco utilizzata per la verità. |
Una futura destinazione per lo sci escursionistico sarebbe forse interessante
se favorita da nevicate copiose. Dal Casello della Guardia si risale
il tracciato della carereccia che dapprima in piano e poi in leggera
salita porta ad un tornante. Si tiene la destra e si segue un rettilineo
a Nord che gradualmente si alza lungo la fiancata meridionale del
Col dei sassi. Dopo un'ora si lascia a sinistra la stradina per Casera
Maset e ci si trova ad ammirare un volto diverso del cansiglio. Non
più faggi e conifere ma un altopiano brullo aperto su distese
ondulate e caratterizzato da recinti per la pratica del pascolo durante
la stagione estiva. Stiamo arrivando in vista del Col dei Scios, un
ambiente ricco di suggestione, dalle fantastiche forme carsiche di
doline imbutiformi con diametro di centinaia di metri. Il Col dei
Scios con i suoi 1342 m di quota è il punto più elevato
della escursione e sorge proprio sopra la omonima Casera che si presta
a luogo di riposo dopo due ore di salita.
Dalla sommità del Col, raggiungibile con sci ai piedi superando
un innocuo recinto di filo spinato, si possono vedere le Dolomiti
Orientali con Pelmo e Civetta a portata di mano.
Si ritorna alla macchina con una fantastica discesa, sempre sul fondo
che già conosciamo. L'andamento diventa sinuoso, in alcuni
punti il passaggio è stretto ed è da compiere in velocità
e sicurezza. Due occhi al pendio ed uno al paesaggio per carpire belle
foto molto probabili su questi ondulati campi carsici coperti di magica
neve. |
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| 4
- SULLA FORCHIA DEL MONTE REST (M 1060) |
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Questo
itinerario è fattibile sia con gli sci di fondo sia a piedi
in caso di poca neve.
Per la verità, in questi ultimi anni sono mancate le nevicate
abbondanti e talvolta si è rimasti perfino a bocca asciutta.
Questo andamento così avaro ha ostacolato i programmi di sci-escursionismo
pur mettendoci al sicuro dai pericoli connessi al maltempo e alle
slavine.
Ci portiamo per la Strada Statale n. 552 dalla Val Tramontina alla
Forchia del Monte rest m 1060, dopo essersi sincerati sulla transitabilità
della stessa. Lasciata la macchina e calzati gli sci di fondo, presso
la chiesetta si segue una strada forestale aperta su |
terreno
piuttosto friabile e franoso. Si percorrono numerosi tornanti ed una
lunga traversata in mezza costa che risale lo scosceso versante occidentale
del Monte Rest m 1501, uno splendido belvedere ed un ottimo punto
d'appoggio in quanto viene tenuta molto bene. Il panorama d'intorno
è superbo e da solo vale l'intera gita.
Se si vuol rendere più completa l'escursione si può
raggiungere senza sci, aiutandosi con i bastoncini, la cresta sud
del Monte e la cima di m 1780. Si tratta di un facile percorso su
pascoli da effettuare con la dovuta attenzione e solo con neve sicura.Da
questo cupolone erboso la vista spazia verso le Prealpi Carniche con
scorci suggestivi e nuovi data la posizione della vetta.
Per i patiti dello sci di fondo, sempre in questa zona 200 m oltre
la Forchia sul versante opposto ha inizio una pista forestale che,
a causa dell'esposizione a nord, presenta un sicuro innevamento anche
in stagione avanzata. Essa, non molto larga, porta ad un ricovero
forestale costruito dov'era la Casera Feletta m 1202 ed offre un buon
colpo d'occhio sulla alta Val Tagliamento; continua poi in direzione
ovest. |
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5
- DA
CLAUT (M 616)
ALLA CASERA PODESTINE (M
1015) |
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Da
Claut si raggiunge per strada asfaltata Lesis m 664 graziosa frazione
dove si lascia la macchina negli appositi parcheggi predisposti dal
Parco naturale delle Prealpi Carniche, al Pian del Muscol. A piedi
o con gli sci si risale la carrareccia che, seguendo il corso del
torrente Cellina, porta alle Stalle Parentonia che sorgono su aperti
prati. Da lì con alcuni tornanti in un'ora e mezza ci si alza
fino al Pian di Cea m914. Siamo alla prima sorgente del Cellina, punto
d'origine dell'intero sistema fluviale pordenonese.
Si lascia a destra la stradina per Casera casavento e Forcella Clautana;
poco lontano |
dalla Casera sono state individuate nel 1994 presunte impronte fossili
tridattili del dinosauro. Noi, invece, imbocchiamo l'ampio vallone
chiamato Grave di Gere. Il nome richiama subito il fondo sassoso e
ghiaioso che costituisce la caratteristica di questo luogo. In generale
qui si possono sempre usare gli sci di fondo per la presenza di neve
che tende a durare data la quota e l'esposizione. Sullo sfondo si
staglia il Monte Cornaget 2323 m la cima più elevata dell'intero
gruppo montuoso ancora poco esplorato in profondità. La sensazione
d'isolamento che si prova d'inverno è fortissima. L'ambiente
è piuttosto aspro e fino a pochi anni or sono, con l'eccezione
di qualche boscaiolo, era rarissimo incontrare qualcuno. Per oltre
un'ora si percorrono queste ghiaie, seguendo tracce irregolari e puntando
a dove la valle si chiude.
Si arriva così (tre ore da Lesis) alla Casera Podestine m 1015,
fino al 1992 pochi ruderi che ricordavano la dura vita dei pastori.
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La
Casera ora è stata completamente rifatta con grande buon gusto
ed è diventata struttura di servizio del parco delle Prealpi
Carniche.
L'interno, veramente di classe, si presenta molto funzionale e può
fornire sostegno e riparo molto efficace per lo sci-escursionismo.
Suggerisco di portare al seguito, come sempre dovrebbe essere, una
buona carta topografica (ad es. tabacco Editore) per fare il punto
sulle montagne circostanti suggestive e sconosciute. Ciò permetterà
di programmare anche per la stagione estiva gite di elevato valore
paesaggistico. |
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